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Raffaello Tonon: dalla tv alla cantina, “Oggi lavoro come oste. A 30 anni ho pensato di buttarmi da una finestra”

Raffaello Tonon ha scelto di voltare pagina. Dopo 20 anni passati come opinionista e concorrente di reality, oggi l’ex volto televisivo ha intrapreso una carriera completamente diversa: fa l’oste in una vineria in Emilia Romagna. Ospite del programma La Volta buona, Tonon ha raccontato cosa sta facendo oggi, lontano dalla televisione, e ha aperto il cuore sulla sua lotta contro la depressione e il suo rapporto con i genitori.

La nuova vita di Tonon: da Milano a Cattolica

Lontano dai riflettori e dalla frenesia di Milano, Raffaello Tonon si è trasferito a Cattolica, una piccola città dell’Emilia Romagna, dove ha trovato una nuova dimensione. “Sto bene, anzi molto bene”, ha dichiarato. È stato proprio in questa cittadina che Tonon ha conosciuto alcuni amici che possedevano una cantina e che gli hanno proposto di lavorare come oste. Nonostante il suo successo televisivo, Tonon ha scelto di abbracciare questa nuova esperienza, parallelamente dedicandosi alle televendite, che oggi rappresentano la sua principale fonte di guadagno. “Avrei potuto fare il ‘baby pensionato’, ma ho preferito non seguire quella strada”, ha spiegato, facendo capire che la sua voglia di continuare a fare qualcosa di significativo nella vita è più forte del desiderio di ritirarsi troppo presto.

La lotta contro la depressione: “A 30 anni pensavo di buttarmi dalla finestra”

Durante la chiacchierata con Caterina Balivo, Tonon ha aperto il capitolo del suo periodo più oscuro, quello in cui la depressione ha preso il sopravvento sulla sua vita. A 30 anni, ha raccontato, pensava spesso di “buttarsi dalla finestra”, tormentato da un esaurimento nervoso. I primi segni di disagio, però, erano emersi già da bambino, quando avvertiva una sensazione di pesantezza che non riusciva a spiegarsi. “La mia grande fortuna è stata avere mia madre, che si è accorta del mio disagio e non mi ha mai lasciato solo”, ha ammesso. Il supporto della madre è stato fondamentale per aiutarlo a superare quei momenti difficili.

Il rapporto con i genitori

Tonon ha avuto un “rapporto simbiotico” con la madre, che ancora oggi considera la persona più importante della sua vita. “Quando è morto mio padre, ho toccato la morte con le mani per la prima volta”, ha raccontato, rivelando il suo timore per la salute della madre. “Mi sono definito un depresso molto battagliero”, ha aggiunto, enfatizzando come, nonostante le difficoltà, abbia sempre avuto una grande forza interiore. Per quanto riguarda suo padre, scomparso tempo fa, Tonon ha spiegato che il rapporto con lui era complicato. “Mi ha insegnato a odiarlo”, ha detto, ma ha comunque scelto di stargli vicino quando è morto, per non lasciare sola sua madre. “Non si può paragonare l’amore che ho per lei con quello che ho avuto per mio padre. La colpa è stata sia mia che sua, ma non me ne pento”, ha concluso.