Italia & Dintorni

Littizzetto sotto accusa per frase sulle guerre, scatta la denuncia per vilipendio

L’attrice e comica torinese nel mirino di militari e associazioni: offensivo quanto detto sulle capacità belliche degli italiani

“Noi italiani non siamo capaci di fare le guerre, facciamo cagarissimo a combattere”, ha detto Luciana Littizzetto lo scorso 9 marzo durante una puntata di Che tempo che fa sul canale Nove. Una battuta che ora rischia di costarle cara: dopo la bufera mediatica, è arrivata una denuncia formale al tribunale di Milano da parte del tenente in congedo Pasquale Trabucco, sostenuto dall’Osservatorio vittime del dovere e dal suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni.

L’accusa: diffamazione e vilipendio

Secondo Trabucco e l’associazione, le parole pronunciate da Littizzetto rappresentano un’offesa grave ai militari italiani, in particolare a quelli caduti nei conflitti, impegnati nei teatri bellici e nelle missioni di pace. Il generale di corpo d’armata Giorgio Battisti, presidente della Commissione Militare del Comitato Atlantico Italiano, ha subito stigmatizzato le affermazioni, ritenendole lesive dell’onore delle Forze Armate.

Le dichiarazioni della Littizzetto ledono le istituzioni democratiche e offendono chi ha sacrificato la propria vita per la Patria”, ha dichiarato Ezio Bonanni, aggiungendo che l’esercito rappresenta un “presidio fondamentale dello Stato”. Le reazioni non si sono limitate a una sola denuncia: anche l’avvocato Francesco Catania ha presentato un esposto alla Procura di Milano per presunto vilipendio delle Forze Armate.

“Grave offesa a chi serve il Paese”

Per Catania, la comica ha deriso l’esercito italiano senza alcuna competenza, e per audience avrebbe “minato la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. Il legale ha evidenziato che l’Esercito italiano ha garantito libertà e democrazia per oltre 80 anni e che non si possono sottovalutare certi ruoli “solo per ottenere visibilità”.

La polemica si è allargata anche al piano politico. La deputata di Fratelli d’Italia, Cristina Almici, ha commentato duramente: “Offendere chi serve l’Italia con onore e sacrificio è inaccettabile e indegno di un servizio pubblico che dovrebbe rappresentare tutti”. Almici ha poi aggiunto: “La libertà di espressione non può trasformarsi in licenza di insulto. Chi ha un ruolo pubblico deve ricordarsi che i nostri militari e le famiglie dei caduti meritano rispetto, non derisione”.

Conseguenze legali ancora da definire

Al momento non è nota una replica ufficiale da parte di Luciana Littizzetto, né se la produzione del programma o Fabio Fazio intendano intervenire. Ma la vicenda, con più soggetti coinvolti e il coinvolgimento della magistratura, potrebbe proseguire a lungo. Il reato ipotizzato – vilipendio delle Forze Armate – prevede sanzioni rilevanti se accertato.