Italia & Dintorni

L’idea rivoluzionaria di Carlo Calenda: “Serve un nuovo partito europeista, con Forza Italia, +Europa e parte del Pd”

Dal congresso di Azione, Carlo Calenda propone una federazione riformista e attacca Conte e Salvini: “Sono la stessa cosa”. Difesa del confronto con Meloni.

Appello al Pd: “Costruiamo un’alternativa europeista”

Nel discorso conclusivo del congresso di Azione, il leader Carlo Calenda ha lanciato un invito diretto agli esponenti del Partito Democratico più vicini alla cultura europeista: “Agli amici del Pd con un’anima più marcatamente europeista chiedo di costruire un partito diverso, che si possa federare con noi”.

La proposta include una federazione con Forza Italia e +Europa, ma esclude in modo netto Italia Viva. “Vogliamo creare un fronte dei volenterosi italiani”, ha dichiarato, sottolineando l’urgenza di difendere il percorso europeo del Paese: “Se un giorno l’Italia dirà di non essere più con gli altri paesi europei, avremo distrutto tutto il lavoro fatto da Alcide De Gasperi”.

“Conte e Salvini sono uguali: populismo di destra”

Calenda ha riservato parole dure anche per i leader di Movimento 5 Stelle e Lega. “Giuseppe Conte è figlio della tradizione dell’uomo qualunque, è un populista di destra. Dovrebbe stare dove è nato, cioè con Matteo Salvini, perché sono la stessa cosa”, ha affermato dal palco.

Il leader di Azione ha ribadito il suo rifiuto di ogni alleanza con chi definisce “espressione del populismo che ha danneggiato il Paese”, confermando una linea netta contro ogni forma di estremismo, sia di destra che di sinistra.

“Grato a Meloni: chi ha identità non teme il confronto”

Sul tema del confronto politico, Calenda ha difeso la scelta di aver invitato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al congresso. “Siccome ieri abbiamo invitato la Meloni siamo nella destra, siccome sono andato al congresso della Cgil eravamo nella sinistra…”, ha detto ironicamente.

Poi ha chiarito: “Chi non ha mai paura di confrontarsi con le persone diverse? Chi ha chiara la propria identità. Sono molto grato alla presidente del Consiglio: è stato un atto di coraggio, come per me andare alla Cgil. Noi siamo così, diciamo le cose che pensiamo”.