“Salve abbiamo ricevuto il tuo curriculum”, così inizia la telefonata truffa per poi agganciare le vittime via WhatsApp
Chiamate con numeri italiani e finti lavori da casa: la Polizia Postale lancia l’allarme sul nuovo schema di truffa che sfrutta offerte di impiego.
Tutto inizia con una telefonata: “Abbiamo ricevuto il tuo curriculum”
Sta circolando in questi giorni in Italia un nuovo tentativo di truffa telefonica che prende di mira chi è in cerca di lavoro. La formula è semplice: una chiamata da un numero con prefisso italiano, che inizia sempre con le parole “Salve, abbiamo ricevuto il tuo curriculum”. In realtà, il curriculum non è mai stato inviato, ma lo schema serve per creare fiducia e ottenere un contatto diretto.
Una volta stabilita la conversazione, l’interlocutore chiede di proseguire su WhatsApp. Ed è lì che parte la vera truffa.
False offerte di lavoro, micro-pagamenti e screenshot: come funziona la trappola
Attraverso WhatsApp, i truffatori offrono lavori che sembrano semplici e remunerativi: mettere “mi piace” a video su YouTube e inviare uno screenshot per ricevere un piccolo compenso. L’attività viene presentata come una collaborazione con commercianti della piattaforma, che vogliono aumentare la visibilità dei propri canali. In un esempio concreto, si chiede di guardare uno Shorts su un canale chiamato Alessandro 2 e inviare uno screenshot per ricevere 3 euro.
Subito dopo, l’utente riceve screenshot di presunti pagamenti effettuati tramite PayPal, come prova del funzionamento del sistema. In realtà, si tratta solo di un’esca per alimentare la fiducia. Il flusso di messaggi continua con finti compiti, micro-pagamenti mai effettuati e promesse di guadagni facili. Dopo qualche giorno, i numeri usati per contattare spariscono o risultano inattivi.
I consigli della Polizia Postale: “Non date alcun dato personale”
A fronte dell’aumento di segnalazioni, la Polizia Postale ha diffuso un avviso in cui spiega i rischi e invita alla massima cautela. Anche solo rispondere su WhatsApp equivale a confermare l’attività del proprio numero, che può poi essere usato in altre truffe. “Ogni informazione che aggiungerete servirà a costruire un profilo personale da sfruttare successivamente”, spiegano gli agenti.
Il consiglio è chiaro: non fornire dati, non cliccare su link sospetti, non aprire allegati non verificati e proteggere i dispositivi da malware.