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Ilaria Salis difende gli anarchici accusati di associazione a delinquere a Torino, “È un processo al dissenso, non a singole persone”

L’eurodeputata si schiera con i militanti sotto processo a Torino: “Autorganizzazione e solidarietà vengono trattate come minacce”. E ribadisce il sostegno al centro sociale.

La solidarietà social di Salis agli imputati

Con un lungo post pubblicato sui social, Ilaria Salis ha espresso la propria vicinanza ai militanti di Askatasuna, il centro sociale torinese al centro di un processo che coinvolge 28 esponenti, accusati a vario titolo di associazione a delinquere e altri reati. L’eurodeputata ha voluto manifestare il proprio sostegno alla comunità, definendo il procedimento “non un ordinario processo a singole persone, ma il tentativo di inquadrare il dissenso in crimine, la solidarietà in pericolo, l’autorganizzazione dal basso in minaccia”.

Le parole di Salis sono arrivate proprio alla vigilia della sentenza, e hanno riacceso il dibattito sull’opportunità di esprimere simili posizioni da parte di un’esponente eletta nelle istituzioni europee.

Il legame con il centro sociale torinese

Non è la prima volta che Salis manifesta la propria vicinanza ad Askatasuna. A ottobre scorso era stata ospite nello stabile occupato in corso Regina Margherita, da oltre 25 anni sede delle attività del collettivo.

È uno spazio da valorizzare. Nessuno minacci la sua autonomia”, aveva dichiarato allora, difendendo l’esperienza del centro sociale come esempio di attivismo dal basso.

Nel suo recente post, l’eurodeputata ha ribadito l’importanza di preservare luoghi come questo, che a suo avviso rappresentano “esperienze di partecipazione politica, mutualismo e resistenza”.

Le polemiche sulla posizione dell’eurodeputata

La presa di posizione di Ilaria Salis ha sollevato critiche per il tono e il contenuto delle dichiarazioni, ritenute da alcuni in contrasto con il ruolo istituzionale che oggi ricopre. Il sostegno pubblico a soggetti sotto processo per reati associativi ha riaperto il confronto sul confine tra solidarietà politica e rispetto dell’autonomia della magistratura.

Al momento, Salis non ha replicato alle critiche, mantenendo ferma la sua posizione a fianco di quella che definisce “una delle esperienze più significative di autorganizzazione e lotta sociale del nostro tempo”.